24 January 2021

DURC on line: validità prorogata fino al 29 ottobre, ma non per le Stazioni appaltanti


I Durc On Line con data fine validità compresa tra il 31 gennaio 2020 e il 31 luglio 2020, devono ritenersi validi fino al 29 ottobre 2020, a nulla rilevando la proroga dello stato di emergenza sino al 15 ottobre. Rimane fermo, in ogni caso, che le Stazioni appaltanti e le Amministrazioni procedenti, nell’ambito delle fasi preordinate alla selezione del contraente o alla stipulazione del contratto relativamente a lavori, servizi o forniture pubbliche, devono comunque effettuare la richiesta di verifica della regolarità a secondo le ordinarie modalità, indipendentemente dalla presenza di un Durc con validità prorogata (Inps, messaggio 10 agosto 2020, n. 3089).


Come noto lo stato di emergenza in conseguenza del rischio sanitario, connesso all’insorgenza di patologie derivanti da agenti virali trasmissibili, dichiarato per 6 mesi decorrenti dal 31 gennaio 2020, è stato prorogato fino al 15 ottobre 2020 (Delibera del Consiglio dei Ministri del 29 luglio 2020). Successivamente, con un ulteriore intervento normativo (art. 1, co. 4, D.L. 30 luglio 2020, n. 83) è stato stabilito che i termini previsti da disposizioni legislative diverse da quelle individuate nell’allegato al Decreto n. 83, connessi o correlati alla cessazione dello stato di emergenza, non si considerano modificati a seguito della proroga del predetto stato di emergenza e la loro scadenza resta riferita al 31 luglio 2020.
Tra le norme indicate nel citato allegato non è incluso l’art. 103, co. 2, primo periodo, del D.L. n. 18/2020, sicchè tutti i certificati, attestati, permessi, concessioni, autorizzazioni e atti abilitativi comunque denominati, incluso il DURC on line, in scadenza tra il 31 gennaio 2020 e il 31 luglio 2020, conservano la loro validità per i 90 giorni successivi alla data del 31 luglio 2020, ovvero sino al 29 ottobre 2020.
Dunque, tutti i contribuenti per i quali è stato già prodotto un Durc On Line con data fine validità compresa tra il 31 gennaio 2020 e il 31 luglio 2020 ovvero i richiedenti ai quali sia stata comunicata la formazione del medesimo Durc on line, devono ritenere valido lo stesso Documento fino al 29 ottobre 2020, nell’ambito dei procedimenti in cui è richiesto il possesso del DURC, senza procedere ad una nuova interrogazione.
Rimane fermo, in ogni caso, che le stazioni appaltanti/amministrazioni procedenti, nell’ambito delle fasi del procedimento preordinate alla selezione del contraente o alla stipulazione del contratto relativamente a lavori, servizi o forniture (art. 8, co. 10, D.L. 16 luglio 2020, n. 76), devono comunque effettuare la richiesta di verifica della regolarità contributiva secondo le ordinarie modalità (D.M. 30 gennaio 2015), indipendentemente dalla presenza di un Durc on Line con validità prorogata.
Pertanto, le richieste di verifica della regolarità pervenute a partire dal 19 luglio 2020 (data di entrata in vigore della L. n. 77/2020), nonché quelle per le quali alla medesima data sia ancora in corso l’istruttoria, inclusi i casi per i quali sia stato già notificato l’invito a regolarizzare, devono essere definite nel rispetto delle disposizioni ordinarie (D.M. 30 gennaio 2015). In particolare, verrà emesso:
– un Durc On Line, ove l’esito dell’istruttoria si concluda con l’attestazione di regolarità indipendentemente o meno dalla presenza di un Durc On Line con validità prorogata;
– un Documento Verifica di regolarità contributiva, ove l’istruttoria si concluda con l’esito di irregolarità, pur in presenza di un Durc On Line con validità prorogata.
Al riguardo, l’utilizzo dei Durc on Line con data scadenza compresa tra il 31 gennaio 2020 e il 31 luglio 2020 e con validità prorogata “ope legis” al 29 ottobre 2020, è riservato alle valutazioni di esclusiva competenza delle Stazioni appaltanti/Amministrazioni procedenti, in relazione alle specifiche finalità per le quali è richiesta la verifica della regolarità contributiva.
Infine, ai fini della verifica della regolarità contributiva, qualora l’invito a regolarizzare, nell’ambito del procedimento ordinario (art. 4, D.M. 30 gennaio 2015), riporti l’irregolarità relativa ad un periodo compreso tra quelli previsti dalle norme in materia di sospensione, gli interessati che non abbiano già provveduto ad effettuare gli adempimenti previsti dall’Inps in riferimento a ciascuna Gestione previdenziale, dovranno procedere, nei termini assegnati, alla loro regolarizzazione con l’invio dell’istanza di sospensione (se si tratta di lavoratori autonomi, aziende agricole o autonomi agricoli) ovvero mediante l’inserimento dei codici di sospensione all’interno del flusso Uniemens (se si tratta di datori di lavoro o committenti), dandone comunicazione alla casella di posta indicata nell’invito.