26 October 2020

Esonero straordinario per imprese agricole, sospesa la verifica del versamento per il 1° trimestre 2020


A seguito dell’approvazione del regime di aiuti di Stato a sostegno delle imprese attive nei settori agricolo e forestale, della pesca e acquacoltura e nelle attività connesse ai settori agricolo e forestale, della pesca e acquacoltura, l’Inps fornisce le prime indicazioni per le aziende destinatarie dell’esonero contributivo straordinario, per il periodo dal 1° gennaio 2020 al 30 giugno 2020 (messaggio n. 15 settembre 2020, n. 3341)


Come noto, al fine di favorire il rilancio produttivo e occupazionale delle filiere agricole, della pesca e dell’acquacoltura e superare le conseguenze economiche derivanti dall’emergenza epidemiologica da COVID-19, sono state individuate una serie di misure agevolative (art. 222, co. 2, D.L. n. 34/2020, conv. in L. n. 77/2020). Tra queste, nello specifico, l’esonero straordinario dal versamento dei contributi previdenziali e assistenziali a carico dei datori di lavoro, dovuti per il periodo dal 1° gennaio 2020 al 30 giugno 2020, in favore delle imprese appartenenti alle filiere agrituristiche, apistiche, brassicole, cerealicole, florovivaistiche, vitivinicole, nonché dell’allevamento, dell’ippicoltura, della pesca e dell’acquacoltura, ferma restando l’aliquota di computo delle prestazioni pensionistiche.
La categoria dei beneficiari può essere individuata nelle aziende che svolgono un’attività identificata dai seguenti codici ATECO:
– 01.11.XX (coltivazione di cereali)
– 01.50.XX (coltivazione agricole associate all’allevamento animale attività mista)
– 01.28.XX (coltivazione di spezie, piante aromatiche e farmaceutiche)
– 01.19.10 – Coltivazione di fiori in piena aria
– 01.19.20 – Coltivazione di fiori in colture protette
– 01.21.00 – Coltivazione di uva
– 01.29.00 – Coltivazione di altre colture permanenti (inclusi alberi di Natale)
– 01.30      – Riproduzione piante
– 01.41.00 – Allevamento di bovini e bufale da latte, produzione di latte crudo
– 01.42.00 – Allevamento di bovini e bufalini da carne
– 01.43.00 – Allevamento di cavalli e altri equini
– 01.44.00 – Allevamento di cammelli e camelidi
– 01.45.00 – Allevamento di ovini e caprini
– 01.46.00 – Allevamento di suini
– 01.47.00 – Allevamento di pollame
– 01.49.10 – Allevamento di conigli
– 01.49.20 – Allevamento di animali da pelliccia
– 01.49.40 – Bachicoltura
– 01.49.90 – Allevamento di altri animali nca
– 01.49.30 – Apicoltura
– 03.11.00 – Pesca in acque marine e lagunari e servizi connessi
– 03.12.00 – Pesca in acque dolci e servizi connessi
– 03.21.00 – Acquacoltura in acqua di mare, salmastra o lagunare e servizi connessi
– 03.22.00 – Acquacoltura in acque dolci e servizi connessi
– 46.21.22 – Commercio all’ingrosso di sementi e alimenti per il bestiame (mangimi), piante officinali, semi oleosi, patate da semina
– 46.22      – Commercio all’ingrosso di fiori e piante
– 47.76.10 – Commercio al dettaglio di fiori e piante
– 47.89.01 – Commercio al dettaglio ambulante di fiori, piante, bulbi, semi e fertilizzanti
– 82.99.30 – Servizi di gestione di pubblici mercati e pese pubbliche
– 56.10.12 – Attività di ristorazione connesse alle aziende agricole
– 55.20.52 – Attività di alloggio connesse alle aziende agricole
– 81.30.00 – Cura e manutenzione del paesaggio inclusi parchi giardini e aiuole.
In particolare, le aziende agricole assuntrici di manodopera agricola interessate, vengono individuate con riferimento alle posizioni contributive della gestione agricola unificata, alle quali è associato un codice ATECO compreso tra quelli suindicati, in coerenza con i dati risultanti alla Camera di Commercio.
Per l’individuazione dei datori di lavoro privati non agricoli, invece, i quali possono essere beneficiari dell’esonero contributivo limitatamente ai soli lavoratori inquadrati nel settore agricolo, si fa riferimento alle matricole Inps alle quali è associato un codice ATECO tra quelli individuati.
L’esonero non si applica nei confronti delle Pubbliche Amministrazioni (art. 1, co. 2, D.Lgs. n. 165/2001).
Il beneficio si riferisce alla sola quota di contribuzione posta a carico dei datori di lavoro privati, dovuta per il periodo dal 1° gennaio 2020 al 30 giugno 2020, mentre restano esclusi i premi e contributi dovuti all’Inail. In ogni caso, in attesa dell’adozione del decreto ministeriale attuativo della misura agevolativa, nonché della completa definizione della disciplina relativa, per i beneficiari dell’esonero vengono temporaneamente sospese le attività di verifica della tempestività del versamento della contribuzione dovuta per il 1° trimestre 2020, in scadenza al 16 settembre 2020.
L’esonero in parola, non avendo natura di incentivo all’assunzione, non è soggetto all’applicazione dei principi generali in materia di incentivi all’occupazione stabiliti (art. 31, D.Lgs. n. 150/2015). Tuttavia, il diritto alla fruizione dell’agevolazione, sostanziandosi in un beneficio contributivo, è subordinato (art. 1, co. 1175, L. n. 296/2006):
– al possesso della regolarità contributiva;
– all’assenza di violazioni delle norme fondamentali a tutela delle condizioni di lavoro e rispetto degli altri obblighi di legge;
– al rispetto degli accordi e contratti collettivi nazionali, nonché di quelli regionali, territoriali o aziendali, sottoscritti dalle organizzazioni sindacali dei datori di lavoro e dei lavoratori comparativamente più rappresentative sul piano nazionale.