28 November 2020

Pa, smart working almeno al 50% per tutela salute e servizi


Il Ministro Dadone firma il decreto ministeriale sullo smart working che attua le norme del decreto Rilancio, alla luce dei Dpcm del 13 e 18 ottobre. Il testo contempera l’esigenza di contrasto alla pandemia con la necessità di continuità nell’erogazione dei servizi.


I punti salienti, secondo il comunicato del Ministero per pubblica amministrazione, datato 19 ottobre, sono:
– ogni amministrazione, fino al 31 dicembre 2020, con immediatezza assicura su base giornaliera, settimanale o plurisettimanale lo svolgimento del lavoro agile almeno al 50% del personale impegnato in attività compatibili con questa modalità;
– gli enti, tenendo anche conto dell’evolversi della situazione epidemiologica, compatibilmente con le loro potenzialità organizzative e con la qualità del servizio erogato,  assicurano in ogni caso le percentuali più elevate possibili di lavoro agile;
– il lavoratore agile alterna giornate lavorate in presenza e giornate lavorate da remoto, con una equilibrata flessibilità e comunque alla luce delle prescrizioni sanitarie vigenti e nel rispetto dei protocolli di sicurezza;
– le amministrazioni adeguano i sistemi di misurazione e valutazione della performance alle specificità del lavoro agile;
– lo smart working si svolge di norma senza vincoli di orario e luogo di lavoro, ma può essere organizzato per specifiche fasce di contattabilità, senza maggiori carichi di lavoro. Devono, in ogni caso, essere garantiti al lavoratore i tempi di riposo e la disconnessione dalle strumentazioni tecnologiche di lavoro. Inoltre, i dipendenti in modalità agile non devono subire penalizzazioni professionali e di carriera;
– le amministrazioni si adoperano per mettere a disposizione i dispositivi informatici e digitali ritenuti necessari, ma comunque rimane consentito l’utilizzo di strumentazione di proprietà del dipendente;
– l’amministrazione favorisce il lavoro agile per i lavoratori disabili o fragili anche attraverso l’assegnazione di mansioni diverse e di uguale inquadramento;
– nella rotazione del personale, l’ente fa riferimento a criteri di priorità che considerino anche le condizioni di salute dei componenti del nucleo familiare del dipendente, della presenza di figli minori di quattordici anni, della distanza tra la zona di residenza o di domicilio e la sede di lavoro, ma anche del numero e della tipologia dei mezzi di trasporto utilizzati e dei relativi tempi di percorrenza;
– considerata l’importanza della continuità dell’azione amministrativa, l’ente individua comunque ulteriori fasce temporali di flessibilità oraria in entrata e in uscita rispetto a quelle adottate.