17 October 2021

Procedure di rilascio dei provvedimenti di maternità: precisazioni dell’Ispettorato


L’Ispettorato del lavoro fornisce precisazioni sulle procedure di rilascio dei provvedimenti di interdizione anticipata e post partum.


L’art. 18, commi 7 e 8, del D.P.R. n. 1026/1976 individua nel provvedimento emanato dall’Ispettorato, entro 7 giorni dalla ricezione della documentazione, il presupposto necessario per l’astensione dal lavoro, ne consuegue che l’astensione decorrerà dalla data di adozione del provvedimento stesso.
La disciplina contempla una sola ipotesi in cui l’Ispettorato può disporre l’immediata decorrenza dell’astensione dal lavoro ed è quella secondo la quale “ferma restando la facoltà di successivi accertamenti, l’Ispettorato del lavoro può disporre immediatamente l’astensione dal lavoro allorquando il datore di lavoro, anche tramite la lavoratrice (…), produca una dichiarazione di quest’ultimo nella quale risulti in modo chiaro, sulla base di elementi tecnici attinenti all’organizzazione aziendale, la impossibilità di adibirla ad altre mansioni”.
Quanto al secondo aspetto, come noto, i giorni antecedenti la data presunta del parto non goduti a titolo di astensione obbligatoria vanno aggiunti al periodo di congedo da fruire dopo il parto. Tale previsione trova applicazione anche nelle ipotesi di interdizione fino al settimo mese dopo il parto e dunque i giorni di congedo obbligatorio ante partum non fruiti si aggiungono al termine della fruizione dei sette mesi decorrenti dalla data effettiva del parto.
Pertanto, anche in relazione ai provvedimenti disposti dall’INL, deve essere indicata la data effettiva del parto dalla quale decorrono i sette mesi di interdizione post partum ai quali sommare i giorni non goduti a causa del parto prematuro.